Cos’è un soffio al cuore e perché monitorarlo

soffio al cuore

Con il termine soffio al cuore si fa riferimento a un rumore anomalo prodotto dal passaggio del sangue attraverso le valvole cardiache, all’interno delle cavità cardiache o nelle strutture vascolari maggiori.

Nell’articolo di oggi, il Dott. Giuseppe Sangiorgi, cardiologo interventista, ci spiegherà cos’è un soffio al cuore e perché è necessario monitorarlo.

Cos’è un soffio al cuore

Come detto, il soffio al cuore si intende un rumore anomalo prodotto dal passaggio del sangue attraverso le valvole cardiache, all’interno delle cavità cardiache o nelle strutture vascolari maggiori poste in prossimità del cuore stesso.

Quando diventa grave

Il soffio al cuore non sempre è sinonimo di malattia, perché non tutti i soffi cardiaci siano uguali

Il soffio cardiaco può essere:

  • Innocente e quindi non corrispondere ad alcuna patologia obiettivabile causato da un’elevata velocità del transito del sangue attraverso le strutture cardiache, scatenato banalmente da un aumento del metabolismo basale o da un incremento della gittata cardiaca (ad esempio in gravidanza, stress o febbre, attività sportiva ecc.);
  • Organico o patologico ed indica la presenza di patologie cardiache che devono essere opportunamente trattate o seguite nel tempo.

Soffio al cuore,come incide nella quotidianità

Il soffio innocente, generalmente, non pone limiti all’attività fisica o sportiva agonistica e non è necessario prendere particolari precauzioni, a meno che la condizione para-fisiologica o patologica a esso associata non crei una transitoria e/o eccessiva tachicardia o debolezza (astenia), che si risolvono con il cessare della situazione che le ha determinate.

Il soffio organico invece, essendo causato da patologie congenite (presenti già alla nascita) o acquisite (compaiono con l’età), causa disturbi come:

  • malfunzionamento dei lembi valvolari per ridotto passaggio di sangue attraverso la valvola “ristretta” (stenosi valvolare) o per una sua non perfetta chiusura con reflusso di sangue all’indietro (insufficienza o rigurgito valvolare);
  • esiti post-infartuali o post-infiammatori/post-infilitrativi;
  • difetti interatriali o interventricolari, pervietà del forame ovale;

Perché monitorarlo

Nel caso soffio è “innocente” non sarà necessario ricorrere né a ulteriori indagini strumentali né a particolari trattamenti.

Nel caso di soffio organico invece, il cardiologo può raccomandare dei controlli ecocardiografici regolari per monitorare la situazione e valutare se e quando instaurare nel tempo una terapia farmacologica.

Prenota la tua visita cardiologica, contatta il Dott. Giuseppe Sangiorgi

 

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