Trattamenti per le cardiopatie Strutturali (PFO, DIA, DIV)

Talvolta possono essere presenti fin dalla nascita comunicazioni anomale tra le camere cardiache di destra e di sinistra, a seconda della tipologia e della loro posizione si parla di:

Pervietà del Forame Ovale (PFO) Il forame ovale è una comunicazione tra i due atri presente durante la vita fetale, dopo la nascita dovrebbe chiudersi con la formazione di una membrana sottile membrana; quando questa saldatura non avviene e la chiusura anatomica risulta imperfetta o assente si parla di forame ovale pervio (aperto), l’atrio destro comunica con il sinistro ed il sangue può seguire una direzione sbagliata.

Difetto Inter-Atriale (DIA) Il difetto inter-atriale consiste in una comunicazione nella parete che separa gli atrii e che si chiama setto inter-atriale; in questo tipo di difetto una parte di sangue, a seconda dalla grandezza del difetto, passa in maniera anomala dall’atrio sinistro all’atrio destro.

Difetto Inter-Ventricolare (DIV) In questo caso il difetto a livello inter-ventricolare è dato da una comunicazione nella parete che separa i ventricoli e che si chiama setto inter-ventricolare; in questo tipo di difetto una parte di sangue, a seconda dalla grandezza del difetto, passa in modo anormale dal ventricolo sinistro al ventricolo destro. I sintomi si distinguono nelle diverse patologie ma generalmente esse si presentano accompagnate da soffi cardiaci, sovraccarico polmonare, ridotta tolleranza allo sforzo. Il trattamento di questi difetti può essere eseguito senza la necessità di intervento cardiochirurgico, ma in modo mini-invasivo utilizzando la stessa tecnica del cateterismo cardiaco. Attraverso un catetere viene portato al livello del difetto un disco lavorato in rete che posizionato chiude la comunicazione e blocca il passaggio anomalo del sangue.

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La procedura dura generalmente 1-2 ore, ed è sicuramente molto meno invasiva di un intervento chirurgico a torace aperto. Il paziente viene generalmente dimesso il mattino successivo ma potrebbe anche essere dimesso la sera stessa dell’intervento se questo viene eseguito al mattino.

Cosa aspettarsi dopo la procedura?

Se non ci sono complicazioni, la dimissione avviene il mattino successivo oppure la sera stessa dell’intervento se questo viene eseguito al mattino. Prima di lasciare l’ospedale viene eseguito un ecocardiogramma transtoracico per verificare il persistente corretto posizionamento del sistema di chiusura.

Dal momento che la procedura di chiusura per via percutanea del PFO è meno invasiva di quella chirurgica a torace aperto, anche il recupero (periodo di convalescenza) è molto più facile. Il paziente viene dimesso con un cerotto adesivo a livello dell’inguine dove era stato introdotto il catetere. Qualche volta rimane un lieve fastidio in gola come conseguenza dell’ecocardiogramma transesofageo (ETE) nel caso questo venga eseguito.

Prima della dimissione vengono dati dei consigli sul tipo di attività che può essere svolta e sul farmaci da assumere (viene solitamente consigliata un terapia antiaggregante piastrinica (per sciogliere il sangue) associando aspirina (da 100 a 300 mg al giorno) e clopidogrel (Plavix 1 cp da 75 mg al giorno) per almeno 6 mesi. Informare subito il medico se i farmaci consigliati determinano degli effetti indesiderati, ma non sospenderli assolutamente di propria iniziativa prima di aver avvertito il cardiologo, il quale potrà suggerire quale altro farmaco può essere assunto in alternativa.

Oltre alla terapia antiaggregante piastrinica è necessario assumere degli antibiotici prima di sottoporsi a particolari interventi. La decisione di proseguire la terapia antiaggregante piastrinica oltre i 6 mesi è a discrezione del medico/cardiologo curante.

E’ importante ritornare alle visite programmate di controllo per l’esecuzione di degli ecocardiogrammi transtoracico ed uno transesofageo di controllo, che vengono normalmente prescritti nel primo anno dopo l’impianto.