ANGINA CRONICA REFRATTARIA

L’angina refrattaria è definita come una condizione clinica cronica caratterizzata dalla presenza di sintomatologia anginosa debilitante dovuta ad una malattia coronarica ostruttiva grave e/o diffusa, in cui è stata clinicamente accertata la presenza di ischemia miocardica come causa dei sintomi, che non può essere, tuttavia, controllata da terapia medica ottimale e/o dalla rivascolarizzazione coronarica percutanea o chirurgica. Il trattamento di pazienti con angina refrattaria rappresenta, pertanto, una necessità clinica in cardiologia. Infatti, sebbene i numerosi progressi nel trattamento della malattia coronarica abbiano contribuito a prolungare la sopravvivenza dei pazienti con cardiopatia ischemica, un numero sempre più crescente di pazienti è affetto da sintomatologia anginosa refrattaria
alla terapia medica ottimale con conseguente importante impatto sulla qualità di vita e ripetute ospedalizzazioni di tali pazienti per angina. Nelle ultime decadi, è stato eseguito un notevole sforzo allo scopo di identificare nuovi trattamenti, farmacologici e non, per il controllo dei sintomi in pazienti con angina refrattaria. Tuttavia, ad oggi, nessuno di questi trattamenti è considerato “standard of care”.

L’angina refrattaria è una condizione clinica comune. Si stima che ogni anno circa 525.000 pazienti sottoposti in Europa e negli Stati Uniti a studio coronarografico non abbiano indicazione a rivascolarizzazione coronarica percutanea o chirurgica. Le cause di mancata rivascolarizzazione coronarica includono la presenza di occlusioni croniche totali, malattia
coronarica diffusa, multiple restenosi e malattia diffusa e/o in vasi di piccolo calibro. In aggiunta a ragioni legate alla complessità della malattia coronarica, alcune comorbilità (es.
età avanzata, tumori, pneumopatia cronica ostruttiva, insufficienza renale cronica, controindicazioni a doppia terapia antiaggregante) possono rendere questi pazienti non candidabili a rivascolarizzazione coronarica.

in quest’ambito un recente studio ha mostrato che un nuovo dispositivo, Neovasc Reducer, potrebbe fornire sollievo ai pazienti con angina refrattaria.
Il dispositivo sperimentale permette di ridurre il flusso sanguigno del seno coronarico. Viene introdotto attraverso un catetere, e viene espanso mediante un palloncino nel seno coronarico, bloccando il flusso sanguigno in gran parte del vaso ad eccezione di un piccolo foro centrale.
Una volta in posizione il dispositivo provoca un aumento della pressione a livello del seno coronarico che appare alleviare i sintomi anginosi, anche se i ricercatori riconoscono che le basi fisiopatologiche non sono ben definite.

Lo studio COSIRA ( Coronary Sinus Reducer for Treatment of Refractory Angina ) ha studiato 104 pazienti con angina di classe CCS ( Canadian Cardiovascular Society ) III o IV, che non erano considerati idonei alla rivascolarizzazione.
I pazienti sono stati randomizzati al dispositivo o a una procedura di simulazione.
Solo i cardiologi del laboratorio di emodinamica erano a conoscenza del trattamento assegnato.

Il dispositivo è stato impiantato con successo in 50 dei 52 pazienti nel gruppo di trattamento. L’endpoint primario, un miglioramento di almeno 2 classi CCS a 6 mesi, è stato raggiunto da 18 pazienti su 52 nel gruppo di trattamento contro 8 pazienti su 52 nel gruppo di controllo ( 35% vs 15%, p = 0.02 ). La classe di angina media è passata da 3.2 a 2.1 nel gruppo di trattamento e da 3.1 a 2.6 nel gruppo di controllo ( p = 0.001 ). Un miglioramento di almeno una classe CCS si è presentato nel 71% dei pazienti nel gruppo di trattamento contro il 42% del gruppo di controllo. La qualità di vita, misurata mediante la scala SAQ ( Seattle Angina Questionnaire ), è risultata migliorata maggiormente nel gruppo di trattamento, ma non c’erano differenze significative nella stabilità o nella frequenza della angina. La durata dell’esercizio fisico è aumentata di 59 secondi nel gruppo di trattamento contro i 4 secondi nel gruppo di controllo.

In un editoriale di accompagnamento, Christopher Granger ( Duke Clinical Research Institute, Durham, North Carolina US ) e Bernard Gersh ( Mayo Clinic, Rochester, Minnesota US ) hanno sottolineato che lo studio era stato ben eseguito e aveva mostrato significativi miglioramenti nella riduzione dei sintomi dell’angina e nella qualità di vita.
Il principale limite dello studio era rappresentato dalle sue piccole dimensioni.
Se i risultati fossero confermati in studi successivi, la terapia di ridurre il flusso sanguigno nel seno coronarico potrebbe rappresentare una valida opzione per migliorare la qualità di vita dei pazienti con angina refrattaria.

Dispositivo Reducer Impiantato nel Seno Coronarico

Dispositivo Reducer Impiantato nel Seno Coronarico

Dispositivo Reducer

Dispositivo Reducer