Gennaio 27, 2016

Nuovi Anticoagulanti Orali (NAO)

Cosa sono i nuovi anticoagulanti orali?

I nuovi anticoagulanti orali (conosciuti anche con la sigla NAO) sono farmaci che inibiscono la coagulazione. Rispetto ai vecchi farmaci anticoagulanti orali, hanno un meccanismo di azione più selettivo e per tale motivo – a differenza di quanto accade con i vecchi anticoagulanti – questi farmaci:

  • –  non hanno interferenze con gli alimenti;
  • –  non hanno necessità di monitoraggio degli esami della coagulazione del sangue.

    A cosa servono?

    I nuovi anticoagulanti orali vengono utilizzati nei casi in cui è consigliabile avere un sangue più “fluido”, ossia meno predisposto alla formazione di trombi, in situazioni in cui vi è appunto un rischio elevato di trombosi.

    Quando è indicato prenderli?

    I nuovi anticoagulanti orali sono indicati nei seguenti casi:

  • –  prevenzione della trombosi dopo operazioni chirurgiche di ortopedia, come nel caso degliinterventi di protesi del ginocchio o dell’anca;
  • –  prevenzione dell’ictus nelle persone con malattie del cuore (fibrillazione atriale, infarto, angina) e fattori di rischio (secondo la valutazione del medico) che predispongono alla produzione di trombi;
  • –  cura di malattie trombotiche delle vene (trombosi venosa profonda) e dei polmoni (embolia polmonare), e prevenzione di nuovi episodi delle stesse malattie.

    Quando è controindicato prenderli?

    Pur esistendo piccole differenze tra i diversi farmaci, esistono alcune controindicazioni comuni:

  • –  emorragie importanti in atto;
  • –  malattie che espongono a sanguinamento (per esempio, alcuni tumori, ulcere allo stomaco, recenti traumi alla testa, interventi chirurgici a carico di cervello, midollo spinale o occhi, e altre condizioni che il medico deve valutare prima di iniziare la terapia);
  • –  trattamenti in corso con altre medicine anticoagulanti;
  • –  malattie del fegato che interferiscono con la coagulazione;
  • –  precedente intervento di innesto di protesi valvolari cardiache.

    C’è qualche esame da fare prima di iniziare il trattamento?

    Dopo che il medico ha ritenuto opportuno avviare il trattamento con i nuovi anticoagulanti orali (valutando i vari aspetti positivi e negativi per ogni singolo paziente), richiede alcuni esami del sangue per valutare se la funzione dei reni e del fegato sono in ordine, ed escludere che vi sia un’insufficienza renale o epatica gravi. Tra gli esami del sangue, viene inoltre controllato l’emocromo, ossia se il numero delle cellule del sangue è nella norma. I pazienti con anemia o con poche piastrine sono infatti a maggior rischio di emorragie.

    Quante volte si assumono durante il giorno?

    Esistono diversi nuovi anticoagulanti orali, a seconda del tipo vengono assunti una o due volte al giorno. Come già detto, con i nuovi anticoagulanti orali, a differenza dei vecchi anticoagulanti orali, non è più necessario stare attenti a ciò che si mangia, perché questi farmaci non hanno interferenze con il cibo e possono essere assunti indipendentemente dal momento del pasto.

     Come viene scelto il farmaco “giusto” tra quelli disponibili?

    Il medico sceglie in modo mirato l’anticoagulante più adatto a ciascun paziente, in base alle sue caratteristiche. In particolare, valuta il rischio emorragico, sul quale influiscono il peso, l’età, la funzione renale e altre terapie in corso. Il medico informa inoltre il paziente dei farmaci che possono o non possono essere associati alla terapia anticoagulante.

    C’è qualche precauzione particolare da seguire durante la cura?

    Per i pazienti con disturbi gastrici, viene consigliata l’assunzione contemporanea di farmaci denominati “inibitori di pompa protonica”, per ridurre il più possibile il rischio di sanguinamenti a livello di stomaco e intestino. Per tutti è importante mantenere sempre l’“aderenza” al trattamento, ossia l’assunzione giornaliera precisa dei farmaci, tenendo sempre a mente il rischio dell’interruzione, e il rispetto degli appuntamenti di controllo (visite ed esami).

    Quali sono gli esami da fare successivamente all’inizio della cura?

    Come già detto, con i nuovi anticoagulanti orali, a differenza dei vecchi anticoagulanti orali, non è più necessario monitorare la coagulazione del sangue, perché il loro effetto è già preciso e prevedibile. Vanno però effettuati, secondo la cadenza indicata dal medico, esami del sangue che terranno sotto controllo la funzione dei reni (solitamente ogni 3, 6 o 12 mesi) e del fegato e l’emocromo (solitamente ogni 12 mesi).

    Se devo essere sottoposto ad una procedura chirurgica o ad un’angioplastica devo sospenderli, e poi quando devo riprenderli?

    Bisogna informare prontamente il medico in caso ci si debba sottoporre ad un intervento e si assumono regolarmente NAO. Solitamente questi farmaci in caso di interventi non urgenti, devono essere sospesi dalle 24 alle 48 ore prima dell’intervento. In caso di urgenza sarà il medico a valutare quale test sia più idoneo per monitorare il grado di scoaugulazione del sangue (vedi diapositiva). Allo stesso modo sarà il medico (in base al rischio emorragico dell’intervento effettuato) a decidere quando poter riprendere ad assumere l’anticoagulante.

    Monitoraggio dei Nuovi anticoagulanti Orali in caso di Urgenza

    Monitoraggio dei Nuovi anticoagulanti Orali in caso di Urgenza

     

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